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Negli ultimi decenni, le strategie di gestione dei rifiuti sono state caratterizzate dal progressivo passaggio da un approccio lineare a un approccio circolare.
L’approccio lineare tradizionale è basato sulla diretta consequenzialità di estrazione di materie prime, fabbricazione di prodotti, utilizzo, produzione di rifiuti e smaltimento, rappresentata dalla linea tratteggiata in Figura 1.
L’approccio circolare, invece, nasce principalmente dal crescente bisogno di materie prime, conseguenza diretta dello sviluppo economico mondiale. In particolare, attualmente l’attenzione viene posta non tanto sulle “fixed stocks”, materie prime ancora immobili nella matrice naturale, quanto piuttosto sulle “anthropogenic stocks”, vere e proprie scorte antropogeniche di risorse sotto forma di residui da attività antropiche, immagazzinate nel corso degli anni nel tessuto urbano.
Queste considerazioni costituiscono la base per la formulazione del concetto di Urban Mining, che viene inteso come l’insieme di azioni e tecnologie volte al recupero di materie prime secondarie ed energia dai prodotti del catabolismo urbano (Baccini, Brunner, 2012).
In questo contesto, l’Urban Mining favorisce la gestione sistematica delle scorte di risorse antropogeniche (sotto forma di prodotti, edifici, spazi) e rifiuti, proponendo una prospettiva che comprende salvaguardia ambientale a lungo termine, conservazione delle risorse e vantaggi economici.

Figure 1Figura 1. Ruolo dell’Urban Mining nel ciclo di vita dei materiali

Leggi l’ introduzione completa di Prof. R. Cossu

PER APPROFINDIRE L’ARGOMENTO LEGGI ANCHE:

Urban Mining _ A global cycle approach to resource recovery from solid waste
Editorial Waste Management 2015.pdf
Editorial Management 2012.pdf

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